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Chrome, il browser made in Google

Che Google voglia conquistare il mondo è ormai notizia che non fa più scalpore. Che lo faccia lanciando sul mercato nuovi gadget nemmeno… Questa volta ci prova con Chrome il nuovo browser di Mountain View. E io non potevo esimermi dal provarlo, scimmiato :scimmia: com’ero dal fumetto di presentazione (idea geniale tra l’altro).

Bene è tempo di iniziare il download, ma vengo subito fermato da un’eula chilometrica incorniciata in un riquadretto minuscolo, al contrario del ben visibile tasto “accetta” e dell’opzione facoltativa di aiutare Google a migliorare Chrome inviando automaticamente le statistiche di utilizzo (aka non c’è bisogno che mi spiate, vi faccio io il resoconto della mia giornata). Mi procura qualche perplessità la seguente norma:

12.1 Il Software utilizzato dall’utente può scaricare e installare automaticamente aggiornamenti resi disponibili di volta in volta da Google. Tali aggiornamenti sono studiati per migliorare, potenziare e ulteriormente sviluppare i Servizi e possono assumere la forma di correzioni bug, funzioni potenziate, nuovi moduli software e versioni completamente nuove. L’utente accetta di ricevere tali aggiornamenti (e autorizza Google a fornirli) come parte dell’utilizzo dei Servizi.

ma voglio fidarmi… non installeranno nessun programma di spionaggio industriale sul mio povero portatile: Google vuole solo il mio bene!! :)

Bene accettato il tutto parte come per magia l’installazione (475k di installer che si collega chissà dove e scarica il programma). Niente pulsante avanti, niente opzioni da scegliere, solo la fatidica domanda quando il browser si è già caricato in memoria: “Volete mantenere google come motore di ricerca preferito?”. Intanto Google Chrome ha già importato tutti i vostri preferiti (a me anche la cronologia) da tutti i browser trovati nel sistema. Indiscriminatamente.

Il primo impatto è stato folgorante… niente barra di stato, niente toolbar, un header altro al massimo 20 pixel con tutto il necessario per la navigazione “luser-friendly”: la “Omnibox” come viene chiamata da BigG, la barra degli indirizzi espansa oltre ogni limite. Scrivi due lettere e come per magia Google Chrome ti porta dove volevi andare (funziona diciamo il 90% delle volte). Alcuni hanno sollevato inquietanti interrogativi su dove finiscano i dati di utilizzo di questa funzione… ed effettivamente finiscono tutti indicizzati nei megaserver di google! AHAHAHA siete tutti fottuti!

Le linguette delle tab sono la cosa più utile, sopratutto quando sono tante. Il loro ridimensionamento è qualcosa di molto vicino alla perfezione, sono sempre visibili occupando però il minimo spazio. A destra dell’ultima linguetta troviamo il pulsante per aprirne una nuova; di default è quella con le nove miniature dei siti più visitati. Feature molto utile, ma mi duole affermare la superiorità di Opera in questo campo. Infatti i nove slot, almeno al momento, non sono editabili. E’ presente anche un comodo campo di ricerca e un elenco dei preferiti aggiunti più di recente… due cose a mio avviso abbastanza inutili.

L’altra caratteristica secondo me innovativa e spettacolare, è l’architettura a processi separati. Non rende il browser particolarmente veloce o leggero, però consente di limitare i danni in caso di crash di un tab: infatti Google Chrome riesce a gestire ottimamente gli errori fatali mostrando al posto della pagina una quasi simpatica faccina triste su sfondo nero. E chiusa la tab incriminata tutte le altre rimangono intonse.

Molto golosa la pagina about:memory (potete vederla se clickate sul link con chrome ovviamente…): prende tutti i browser in esecuzione e ne compara il consumo di memoria. Aprendo le stesse pagine in Chrome e in FireFox, il primo occupa 90MB scarsi mentre la volpe (con web developer toolbar attivo) si aggira sui 130MB.

I tecnici di BigG ostentano l’enorme velocità nel caricare e renderizzare il codice html, cosa che sinceramente non ho provato… Ma forse sono abituato troppo bene con Konqueror e Gentoo :)

Altresì si sente la gigantesca lacuna quando si rende necessario un qualche plugin o addon, in primis sicuramente AD Block Plus, seguito a ruota dalla Developer Toolbar. Ma essendo open source confido nella prossima uscita di tutte questi utili moduli aggiuntivi che hanno fatto di Firefox uno dei browser più usati del pianeta.

Io lo uso ormai da una settimana come browser predefinito, e vi dirò… non si è ancora mai piantato o rallentato in modo eccessivo il sistema (Vista…) tranne nel caso di alcune pagine risapute particolarmente ostiche (myspace, youtube e simili). Ma anche in quel caso si apre il task manager, si seleziona il processo che occupa più cpu e lo si killa con violenza, senza compromettere le altre schede… fantastico. Nota di merito anche per la pulizia e l’immediatezza dell’interfaccia, ma sottolineo la mancanza di plugin… troppo grande.

Alla fine della fiera, sul mio sistema windows al momento uso Google Chrome per navigare nel tempo libero, Firefox per lo sviluppo di siti, webdesign e simili, Opera per controllare la renderizzazione ideale dei CSS, e Internet Explorer quando devo testare la compatibilità dei sopracitati fogli di stile… (e inventare nuove bestemmie)

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